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Troms og Finnmark

Lo specchio d'acqua di peltro giace piatto sotto le Alpi di Lyngen, e i loro campi di neve scendono quasi fino alla riva. Qui, in cima alla Norvegia, montagna, fiordo e mare aperto si incontrano in un unico panorama senza interruzioni.

Troms og Finnmark

Troms og Finnmark non cambia gradualmente. Tromsø sorge sulla sua isola con l'atmosfera di una città universitaria, tra negozi di lana e caffè, mentre il bianco triangolo della sua cattedrale artica svetta sopra i tetti. Spostandosi verso nord e ovest, il paesaggio si fa più rarefatto. Senja si alza in creste aguzze come denti di sega sopra spiagge di sabbia chiara, mentre il fiume Alta ha scavato una profonda gola tra le colline, i suoi pannelli di roccia incisi impressi nel terreno da migliaia di anni. Più a est gli alberi scompaiono del tutto. L'altopiano del Finnmark è una distesa piatta color lichene, interrotta da laghi e piste di renne, e il vento lo attraversa senza ostacoli fino a raggiungere le scogliere. Ogni tratto sembra un paese diverso, eppure tutto risponde alla stessa lunga luce e allo stesso mare freddo.

Una giornata qui segue il ritmo dell'acqua. A Tromsø si può salire la collina sopra la città, guardare dall'alto i tetti e il ponte, poi raggiungere il porto dove le barche da pesca scaricano il loro carico e l'odore di gasolio e di sale aleggia nell'aria. Dirigendosi a nord, la strada segue le curve dei fiordi di Kvaløya e Senja, fermandosi ovunque una deviazione si apra su un tratto di ciottoli grigi. Nel Finnmark i nomi dei luoghi si fanno più strani. Vardø, un tempo porto di pesca con una fortezza sul promontorio, ospita un memoriale sul mare costruito con lunghe pareti di legno e corridoi silenziosi, dove il vento colpisce le finestre e nient'altro vi disturba. Honningsvåg si trova ai piedi di Magerøya, e dall'altopiano di Capo Nord le scogliere degradano a strati verso un orizzonte che appare completamente aperto. Kirkenes, all'estremità orientale, segna la fine della strada dove inizia il confine russo, a ricordare quanto questa contea si spinga lontano. Il merluzzo essiccato pende ancora da rastrelliere di legno lungo la costa, rigido e pallido nel vento.

Ciò che resta con te non è un singolo spettacolo, ma la sensazione di aver raggiunto un confine che è anche un centro a sé stante. La sera arriva lentamente, le montagne si tingono di blu e poi di un violetto più profondo, e il mare conserva la sua quiete accanto alle luci del porto. Cominci a capire perché chi vive qui parla del nord con orgoglio, non con rammarico. Partire sembra meno una partenza che un essere lasciati andare da un luogo che non ha alcun desiderio di essere affrettato. La costa, i fiordi e la tundra aperta restano nella tua mente, e ti ritrovi già a desiderare un altro giorno tra loro.