Creta

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Creta

Il primo mattino stende una luce piatta sul calcare chiaro dei Monti Bianchi, e più in basso gli uliveti scendono a terrazze in fasce verde-grigio verso un mare che nell'ombra delle scogliere quasi si fa nero. È il genere di panorama che una fotografia appiattisce, eppure è la sua grandezza a restare con te quando la stampa è ormai dimenticata.

Creta

L'isola cambia man mano che la percorri, e ogni parte conserva un proprio carattere. A ovest, La Canea ha un porto veneziano dove i muri di pietra trattengono il calore del pomeriggio, e le sue viuzze si restringono fino a far quasi toccare un balcone con quello di fronte. Retimno, più a est, è più piccola e più distesa, con una fortezza sopra la città vecchia e un ritmo che invita a sedersi fuori da un caffè con un bicchiere d'acqua. Eraklion è la città del lavoro, fitta di bancarelle del mercato, traffico e il rumore delle saracinesche che si alzano, e il suo Museo Archeologico custodisce i reperti di Cnosso, a pochi chilometri, dove il palazzo ripaga ancora una passeggiata lenta. Più a est la terra si apre. Lasithi e Sitia sembrano più tranquille e sparse, con strade di campagna, campi delimitati da muretti di pietra e villaggi che sembrano aver convenuto tra loro di non avere fretta.

Una giornata qui tende a seguire la terra piuttosto che un piano. Potresti iniziare con il pane, il formaggio locale dalla pasta compatta e una piccola ciotola di dakos, il paximadi d'orzo ammorbidito con pomodoro e feta sbriciolata, poi salire sull'altopiano di Lasithi, dove i vecchi mulini a vento sorgono tra i campi di patate e le colline si alzano in cerchio intorno a te. Oppure puoi inoltrarti in una gola. La Gola di Samaria è una lunga discesa tra pareti di roccia così alte che il cielo diventa una striscia, e il torrente in fondo scorre gelido sulle pietre levigate. Sulla costa meridionale, la sabbia di Elafonisi può apparire leggermente rosata con la luce giusta, e l'acqua è così bassa che si può avanzare a piedi per un lungo tratto. Matala, dall'altro lato, ha grotte scavate nelle scogliere friabili sopra la spiaggia, dove un tempo viveva la gente e oggi si viene a guardare le pareti e il mare oltre di esse.

Ciò che resta è meno un luogo in particolare che il ritmo complessivo: la passeggiata serale lungo il molo del porto, il sapore dell'origano sul pesce alla griglia, il modo in cui una strada all'improvviso curva e il mare riappare, più vasto del previsto. Creta ricompensa chi arriva senza una lista di cose da fare e accetta di essere rallentato dalle capre sulla strada o da un contadino appoggiato a un cancello. Te ne vai pensando già a tornare, e ti ritrovi a progettare quale valle non hai raggiunto, quale villaggio hai solo attraversato e quale tratto di costa vorresti vedere al tramonto.

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