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Sardegna

Lungo la costa settentrionale, massi di granito sono ammucchiati come pani lasciati a raffreddare, chiari e tiepidi, con un mare color vetro di bottiglia alle spalle. La Sardegna segue un proprio orologio, e il suo entroterra risponde alla costa con pietra, silenzio e lunghe strade che salgono allontanandosi dall'acqua.

Sardegna

L'isola cambia carattere non appena si lasciano i suoi porti. Il sud è sale e sole: Cagliari sorge a terrazze sopra il porto e, oltre le sue lagune, le saline virano dal verde al rosa man mano che l'acqua evapora. Più a ovest, la pianura di Oristano si stende piatta e umida, un paese di canne, aironi e lenti canali, finché la terra si solleva nella penisola del Sinis, dove le dune sono bianche e l'antica città di Tharros si trova tra l'erba scolpita dal vento. Nel nord-ovest, Alghero ha un sapore catalano, con le sue vie antiche e strette, e la sua lingua e le sue facciate che conservano un passato iberico. La Gallura, a nord-est, è granito e macchia mediterranea, tutta roccia arrotondata e sughere. Il centro è un'isola diversa: le montagne della Barbagia, i villaggi dei pastori e le gole calcaree del Supramonte, dove le strade si piegano e l'aria profuma di timo selvatico e di fumo di legna.

Una giornata qui può cominciare a Cagliari, con un caffè consumato in piedi al banco del bar, mentre il mercato del mattino è già animato e ricco di formaggi, pane e pesce appena arrivato dalle barche. Da lì, la strada verso nord-ovest attraversa le colline del Campidano fino a Bosa, dove il fiume Temo scorre tra case dipinte di ocra e rosa sbiadito, e una fortezza medievale corona la collina. A pranzo si possono gustare pesce alla griglia o porchetta, mangiati con calma, con un vino che sa del terreno da cui proviene. Nel pomeriggio, la costa offre le sue ricompense: scogliere sopra un mare limpido, una caletta di sabbia raggiunta a piedi, il calore della roccia sotto il palmo della mano. La sera, le città si riversano nelle piazze, gli uomini più anziani conversano con il bicchiere in mano mentre i bambini corrono tra i tavoli.

Ciò che resta è il ritmo. La Sardegna non mette fretta ai suoi visitatori e non recita per loro. Le città conservano i propri ritmi, le montagne i propri silenzi e il mare, su qualunque costa si scelga, continua a cambiare colore nel corso delle ore. Partire è più difficile del previsto. Ci si ritrova a programmare il ritorno ancora prima che il traghetto o la strada ci abbiano portati fuori dalla vista della terra, con il desiderio di un altro mattino al mercato, di un'altra lenta guida tra le colline, di un altro pomeriggio su una roccia che conserva ancora il calore del giorno. L'isola fa venire voglia di restare, e questo desiderio, più di ogni singolo panorama, è ciò che si porta a casa.

Monumenti e attrazioni

  • domus de janas

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  • Su Nuraxi di Barumini

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