Appian Way
Monumento
Stayinto · Regione amministrativa
La nebbia si alza dal lago cratere di Nemi, e lontano, a ovest, la cupola di San Pietro emerge pallida sopra la Campagna. Tra questi due punti si estende gran parte del Lazio, una regione che da tremila anni discute con il proprio passato.
La regione cambia con ogni strada. Roma è il nucleo denso, una città di pietra e traffico dove il Foro e i tram condividono lo stesso pomeriggio. Dirigendosi a sud-est, il terreno sale verso i Castelli Romani, una cerchia di borghi collinari costruiti attorno ai vecchi laghi vulcanici, dove l'aria è più fresca e il vino sa della cenere in cui crescono le viti. A nord, le colline sabine si colorano d'argento per gli uliveti, e sopra di esse si alzano i monti Simbruini e Lepini, silenziosi e poco abitati, con abbazie nascoste tra le pieghe. Più a nord-ovest, la Tuscia è terra etrusca: pareti di tufo, sentieri incassati tra le gole e il quartiere medievale di Viterbo, dove le strade seguono ancora il loro antico disegno. Il sud è diverso ancora. La pianura Pontina fu palude fino al Novecento, e i suoi canali rettilinei e i borghi bassi e ordinati portano la geometria piatta e deliberata di una terra bonificata per decreto.
Una buona giornata qui può iniziare nella necropoli di Tarquinia, dove le tombe dipinte mostrano danzatori e commensali in colori che hanno sopravvissuto alle persone che le commissionarono. A mezzogiorno si può essere a Tivoli, a passeggiare tra le terrazze di Villa d'Este, dove l'acqua scende lungo canali di pietra oltre cipressi e vasche coperte di muschio verde. Il pomeriggio appartiene alla costa. La sabbia di Sabaudia si estende per miglia tra dune e laguna, e il vento profuma di pino. Attorno al promontorio del Circeo i boschi scendono quasi fino all'acqua, e l'antico promontorio ha ancora l'aspetto dell'isola immaginata da Omero. Più avanti, le stradine imbiancate di Sperlonga scendono ripide verso il mare, e Terracina sorge sulla sua collina sopra una riva dove la pietra romana incontra le barche da pesca tirate in secco sulla spiaggia. Nulla è messo in scena. Il mare c'è e basta, come il pane della panetteria e l'ombra di un pino marittimo.
La maggior parte delle persone lascia il Lazio con la capitale nella mente, ma la regione continua a offrire motivi per tornare. I laghi, le strade etrusche, le dune profumate di pino e i tranquilli borghi di montagna custodiscono ciascuno una versione diversa della stessa lunga storia. Fermarsi più a lungo significa scoprire che la costa non è un luogo separato dai borghi collinari o dalle rovine, ma l'ultimo tratto di un'unica terra continua, dove l'Italia antica, medievale e moderna si incontrano al margine dell'acqua.
Monumento
Monumento
Monumento
Monumento
Monumento
Monumento